Memorie di una bevitrice di Estahè

Memorie di una bevitrice di Estahè

mercoledì 30 gennaio 2013

Scorthè di scorze

Se avessi potuto scegliere, io avrei voluto una voce fuoricampo
Ehi tu, Dio!”, gli avrei detto “Non darmi tutte queste tette, dammi una voce fuoricampo”

Nella mia casa d'infanzia, ho un albero di arance e ben due alberi di limoni; un tempo, avevo anche un sughero che poi, purtroppo, si è ammalato ed è stato tagliato. 
Quella soppressione vegetale risale ad almeno dieci anni fa, ma le radici erano talmente tanto profonde che, ancora oggi, nel mio giardino, il terreno presenta una buca in sua memoria, dove il mio cane va ad accoccolarsi d'estate, in una posa a tappo.
Nella mia casa d'infanzia, infatti, ho anche un cane da caccia: un meticcio insolente e iperattivo che è un incrocio tra un Breton e uno Spinone. Dai Breton, specialmente da André, ha preso una simpatica vena surrealista, mentre dai ruvidi spinoni ha preso l'amore per la filosofia del pensiero (si dice che gli spinoni abbiano una certa malinconia interiore che li rende cani poeti).
Ne risulta che il passatempo preferito di Léon sia pisciare sui frutti che penzolano dai rami bassi degli alberi del nostro giardino, oltre che creare una buca epigona in ogni luogo in cui mia madre cerca di piantare fiori.
Raccogli solo in alto”, dice mia madre a mio padre quando i frutti sono pronti e lui, ogni volta, le dice che è un'esagerata e tenta di contraddirla sulla storia della pipì, visto che è il maggiore colpevole del carattere speculativo astratto del mio cane. Solitamente, mentre mio padre si esibisce nell'arte della negazione, Léon, sicario italo-francese semianalfabeta, lo punta con rispetto, fermo immobile con la zampetta sollevata e, in suo onore, mira e colpisce un limone penzolante con l'orgoglio di un professionista.
Vedi? Ha una mira infallibile”, dice allora mia madre.

Nella mia casa di adesso, ho un albero di Estathè che, nei periodi migliori, rimpolpo giornalmente, curandolo e innaffiandolo in modo che non secchi mai; nei periodi peggiori, però, può accadere che qualcosa vada storto, come ieri.
Davvero ti è rimasto solo un bicchiere di Estathé? Davvero sei così ridicola nell'organizzazione delle provviste? Di' un po', quant'è che non fai la spesa?”
Oris, impicciati degli affari tuoi!”
Ma io non ho parlato, sarà stato Pezzetta”
Io? Iris tu hai le allucinazioni uditive...”
Ehi, pss... Sono stato io! Dalla cucina”

Appena può, mia madre organizza un pullman di arance e limoni e ce li spedisce a casa, cosicché io, Oris e Pezzetta possiamo fare amicizia.
Bello questo taglio rasato...”
Ordine, capello corto e pulizia. Da quando tua sorella ha scoperto che si può sostituire la vanillina con la scorza di limone, non siamo un cesto di frutta ma una caserma militare.”
E tu sei il sergente istruttore dell'esercito di limoni?”
Sì. Ti ho chiamato per informati che, data la disfatta teinica, siamo pronti a spremerci, per regio emendamento, in limonata e, anche che, francamente, preferiamo diventare limonata, piuttosto che essere sacrificati in nome di Oris Dessert Masterchef.”
In realtà, preferirei una spremuta d'arancia”, ho detto io mentre bevevo l'ultimo bicchiere di Estathè disponibile.
Le arance? Quelle fricchettone ibride? Certo..." ha detto Limon con un certo sarcasmo: "... le arance sono solari, le arance sono dolci, il succo d'arancia può sostituire l'olio nelle cucine alternative... Schifo. Schifo. Schifo.”

Ascoltare l'intolleranza razzista del Sergente Limon mi ha distolto, per un attimo, dal pensiero terribile che avevo finito l'Estathè, ma quando ho cercato di versarmene ancora, mentre mi gustavo un'esercitazione di prova per la spremitura in casa, mi sono resa improvvisamente conto della tragedia e allora ho smesso di ascoltare la milizia, ho ignorato la manifestazione per la pace tra gli agrumi organizzata dalle arance e mi sono lanciata fuori di casa per citofonare ai vicini, visto che l'ora era troppo troppo tarda per i supermercati. Oris e Pezzetta mi hanno braccata, in pieno delirio da astinenza: avevo la gola secca, come se non bevessi da un secolo; poi ci sono stati movimenti veloci, telefonate, fornelli accessi, acqua calda, bucce di limone.

Il medico ha ordinato di farti bere un canarino”, ha detto Pezzetta sotto lo sguardo sconvolto dell'intero reparto di frutta.
Ragazzi, vi rendete conto? Stapperanno un canarino pur di non chiamare il nostro acre esercito, sono sicuro che è tutta colpa del loro medico roscio, altro fricchettone impenitente. Io, Sergente Limon, dichiaro il mio rimpianto per non essere nato su un dannato ramo basso di quel giardino...”

Oris, Pezzetta, li avete sentiti? I limoni parlano, hanno detto che avrebbero preferito la pioggia dorata di Léon allo stare qui con noi...”
Iris, tu hai le allucinazioni uditive!”
No, io sento cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.”

Mentre Oris bofonchiava di denunciare la Ferrero e ritagliava scorze di limone nell'acqua calda, io mi sono immaginata Léon, abbracciato a due limoni, con un bicchiere di Estathé nella zampa, a cantare: Iris ti offro l'intelligenza degli elettricisti/cosi almeno un pò di luce avrà / la nostra stanza negli alberghi tristi/dove la notte calda ci scioglierà./Come un gelato al limon...”
Caro canarino, non mi sei affatto dispiaciuto.

mercoledì 16 gennaio 2013

Rispondethè

Se avessi potuto scegliere, io avrei voluto una voce fuoricampo
Ehi tu, Dio!”, gli avrei detto “Non darmi tutte queste tette, dammi una voce fuoricampo”

Durante un periodo della mia vita, ho tossito ininterrottamente, ero piccola e mia madre mi ha tolto di punto in bianco tutti i peluche, pensando che fosse pertosse. Durante un altro periodo, non ho fatto altro che starnutire ed essere intasata, con il cervello congestionato di muco, e mia madre mi ha portato al mare per due mesi di seguito, sostenendo che fossi affetta da sinusite. Poi è venuto l'intrigante periodo delle eruzioni cutanee, con la faccia e le mani che mi si riempivano di pustoline variegate nel colore e nella forma e mia madre mi ha consigliato di mangiare solo riso in bianco per un po', sentenziando che fosse un'allergia alimentare.
Mia madre non è un medico, ma il fatto di avermi portato nove mesi in grembo la fa sentire l'unica vera conoscitrice del mio organismo.
Potrebbe dipendere dall'Estathè”, mi ha detto una volta che ho vomitato dopo aver bevuto un bicchiere di latte.
Ma ho bevuto il latte”, le ho risposto io.
NonPretendereDiCapireIlTuoCorpoMeglioDiMeCheHoCapitoCheEriFemminaAncheSeIMediciDicevanoCheAveviLeOssaDiUnMaschio”, ha chiosato senza spazi, con un solo sguardo.

L'altra notte, ho chiamato Manganese alle due e mezza.
Mi sta venendo una paresi facciale”, gli ho detto. “Il labbro e l'occhio mi pulsano: tirano verso sinistra”.
Iris, quanto Estathè hai bevuto?”
Ho bevuto il latte”, ho mentito, per paura che chiamasse mia madre.
Non fare ricerche su internet”, mi ha detto.
Certo che no”, ho risposto mentre googlavo Sintomi paresi facciale.
Manganese odia il termine googlare, pensando, tra l'altro, che si dica googolare, come se scrivendo i propri dubbi in quella barretta di ricerca uno tentasse di chiedere consiglio a Gogol.

Nikolaj Vasil'evič, perché la cacca nel mare galleggia e nell'acqua del cesso affonda? Un uomo ricco si metterebbe mai con una donna bassa? Se il computer ha un virus è meglio che non lo tocco? Si può togliere una foto dalla penna usb?”

Fai poco la spiritosa, Iris, Yahoo Answers non dimentica. Tu sei una fervente googlatrice”
Non è colpa mia se un giorno sì e uno no penso che mi stia venendo un infarto. Le mie ricerche sono principalmente mediche”
Un paio di anni fa, hai domandato: Che fine ha fatto Carmen Sandiego?”
Ma che c'entra? Quella non era una domanda, era un programma che guardavo quando ero piccola, era un amarcord...”
E che mi dici di: 40 grammi di burro olio quanto? Scritto, peraltro, in un italiano parecchio bizzarro...”

Va bene, lo ammetto: io faccio parte di quella categoria di persone che fa le domande a Google. Anche se non metto quasi mai il punto interrogativo alla fine, gli faccio un sacco di domande. Questo non vuol dire, però, che debba essere Yahoo Answers a rispondermi.
Aò, Yahoo: di grazia, ma chi ti ha interpellato?”
Quando fai una domanda, la stai sempre facendo a Yahoo Answers.”
Non mi pare”
Ah, no? Mettimi alla prova”
Apro Google e, dopo aver passato mezz'ora a giocare con il doodle di oggi, scrivo: qual è la migliore marca di thè freddo, senza punto interrogativo. Primo risultato: cinque diversi link di Yahoo Answers. In tutti e dico tutti i link, in mezzo agli ignoranti che scrivono Bel the, ai burloni che scrivono The Quila e ai soliti integralisti che scrivono The Assam non zuccherato da preparare la sera e poi far freddare (ma fallo tu!), in tutte e dico tutte le risposte c'è gente che parla dell'Estathè.

E allora cara Iris, chi aveva ragione?”
Miglior risposta: Iris Versicolor abbassò il capo in segno di sconfitta. Dopotutto, Yahoo Answers le era stato vicino in diverse occasioni, ultima delle quali la paresi facciale, quando Manganese, su skype, l'aveva vista fare smorfie, linguacce e strani versi consigliati da qualche utente di Yahoo Answers per capire quanto fosse grave la situazione della sua faccia.”

Ferma così che scatto. Ecco, in questa foto sì che sembri avere una paresi”
Quando Manganese, l'altra notte, mi ha inviato la foto che mi aveva fatto, ho immediatamente scritto “Come eliminare una foto che sta in un altro computer” su Google e Yahoo Answers mi ha risposto, anzi GOKU di Yahoo Answers ha risposto a me rispondendo a Billie.
A quel punto, Yahoo Answers mi ha detto: “Hai visto? Non puoi fare a meno di me.”

E' stato allora che ho svegliato Oris (la mia figura materna in scala 1:100 - non potevo chiamare mia madre alle quattro di notte per dirle che avevo una paresi facciale in corso e che Manganese mi aveva presa in giro e che Yahoo Answers era diventato la mia voce fuori campo, dandomi risposte a domande che nemmeno volevo fare).
E' successo qualcosa?” mi ha detto Oris.
Sì, ho bevuto un bicchiere di latte”
Ma tu non sei intollerante al latte?”
Sì, ma sono ipereattiva, lo sai, le mie intolleranze sono temporanee”
E quindi?”
Credo che mi stia venendo una paresi facciale”
Per il bicchiere di latte?”
Sì.”
Bevi un bicchiere di Estathè, magari annulla l'effetto.”

Non era la risposta migliore, ma a scanso d'equivoci ho seguito il consiglio. D'altra parte Oris non ha mai avuto una paresi facciale, quindi è una che ne sa; e, alla fine, comunque, la paresi non ce l'ho avuta nemmeno io.
Yahoo Answers non sei nessuno.

domenica 30 dicembre 2012

Pessime annathè

Se avessi potuto scegliere, io avrei voluto una voce fuoricampo
Ehi tu, Dio!”, gli avrei detto “Non darmi tutte queste tette, dammi una voce fuoricampo”

Mi piace visualizzare gli anni geometricamente: i dodici mesi, per me, corrono su una circonferenza simile a un pulsante di avvio che, alla metà del suo quadrante destro, presenta un trattino orizzontale che la fa sembrare una G: un meno che stabilisce la fine di quei trecentosessanta gradi, equivalenti a trecentosessantacinque giorni, quattro stagioni, due pasque, un natale, un ferragosto, trecentosessantaquattro non compleanni e nessuna festa del grazie.
Quella stanghetta che fa partire un nuovo anno è il 31 dicembre, un giorno come tutti gli altri, che si prende, però, molto più spazio degli altri, e lo fa immotivatamente, con strombazzate fragorose, vestiti pieni di strass, tappi che esplodono spumante, lenticchie che si incastrano nei denti, ricchi premi, cotillon e manco un bicchiere di Estathè.

Er trentuno dicembre è solo vigilia, comunque. Capodanno è er primo de gennaio”
Ma questa voce viene dal vischio?”
Vischio? Ma quale vischio? Vischio maschio senza rischio? Io so' er dio Giano e vengo da Fiano Romano”
Da Fiano Romano? Ma il fegato di Piacenza non aveva detto che eri un po' etrusco?”
Etrusco? Parla co' quello mio de fegato che conosce solo er vino dei castelli. Tu continua a fa' la sfigata con l'Estathè...”
Senti Giano, l'anno è già stato quello che è stato, ci manchi solo tu a renderlo ancora peggiore.”
Girava voce che Irise Versicolon fosse 'na tipa strana, arcigna, sempre incazzata, de quelle che nun se mettono le mutanne rosse a capodanno per intenderci, ma er Dio Giano, creatore e patrono degli inizi, dei passaggi, delle porte e perfino delle soglie delle case su cui cacano i piccioni, l'aveva voluta incontrare lo stesso...”
Scusa se ti interrompo, ma i piccioni sono stati debellati dalla mia casa grazie all'idea di Pezzetta di riprodurre su legno dei gufi reali...”
Scusa se te interrompo io, ma 'sti cazzi? Io sto qua, in veste autorevole, solo pe' esse la voce fuori campo de st'anno de merda...”
Beh, il guano dei piccioni è una buona rappresentazione di questa anno andato...”
Incontrandola, Giano aveva scoperto che Irise Versicolon era davvero 'na tipa strana, co' na specie de patologia convulsa pe' le metafore e pe' le immagini auliche rappresentative de qualche cosa, ma aveva anche scoperto che finiva comunque a parlare de merda pure lei. Forse perché er 2012 era stato veramente un anno difficile con la crisi, l'aumento dei prezzi, la profezia insolvente dei Maya e l'IMU, mortacci loro, che pe' l'imposta sur Gianicolo, er Dio Giano era rimasto solo co' le mutanne rosse...”

Oris quest'anno, non ce la fa a smettere di polemizzare per il fatto che il mondo sarebbe dovuto finire il 21 dicembre, giorno che invece è passato in sordina, senza esplosioni, devastazioni, terremoti o inondazioni. Io mi ero comprata una cassa di estathè per i titoli di coda, ma il giro di ruota non si è fermato, l'anno è giunto al suo termine naturale e ci troviamo ad affrontare una nuova circonferenza, altri gradi, giorni inediti, perimetri sconosciuti.
Oris non riesce a spingere il pulsante di avvio e a buttarsi nella mischia, senza guardarsi indietro: sembra diventata come Giano, un dio bifronte che copre con gli occhi tutti e trecentosessanta i gradi del passato, oscillando tra risentimento e ostinazione.

Ho brindato”, mi ha detto Oris.
Ho baciato sotto il vischio, fatto il conto alla rovescia, guardato i fuochi d'artificio, indossato una cosa vecchia, una cosa nuova e una cosa brutta, buttato via una cosa rotta, mangiato le lenticchie che fanno ricchezza e i chicchi d'uva che portano fortuna. Ho letto gli sms zozzi di buon augurio in rima, messo il cappotto al rovescio e imparato la differenza tra zampone e cotechino. Sono partita, rimasta, stata in casa o in un locale, ho festeggiato al chiuso o in piazza. Ho riso, pianto o mimato indifferenza. Eppure...”
Eppure sono state pessime annate.

Siccome Oris, una volta tanto, ha ragione, quest'anno non faremo uso di tradizioni, fingeremo che la vigilia di capodanno sia davvero un giorno come tutti gli altri. L'unica cosa nostalgica che farò sarà prendere una bottiglia di Estathè dalla scorta fatta per l'apocalisse per portarla nell'anno nuovo e sistemarla nella cantina dei ricordi.
Benvenuti ner duemilaecredici”, ci dirà Giano a mezzanotte.
E noi entreremo in un nuovo anno probabilmente bislacco, ma geometricamente perfetto.

martedì 11 dicembre 2012

Buone festhè!

Se avessi potuto scegliere, io avrei voluto una voce fuoricampo
Ehi tu, Dio!”, gli avrei detto “Non darmi tutte queste tette, dammi una voce fuoricampo”

Sono tre mesi che ci siamo trasferiti nella casa nuova, eppure non smettono di succedere le cose che facciamo per la prima volta nella casa nuova. La prima cena sociale. La prima sciarpa chiusa. La prima volta che Core è caduta per strada venendoci a trovare. La prima torta salata. La prima torta dolce. La prima bottiglia di Estathè essiccata (ovviamente questa è stata la prima cosa che ho fatto, in assoluto, nella casa nuova).
E adesso, il primo albero di Natale.
La lunga diatriba che ha preceduto la messa a punto dell'addobbo è stata scandita dal sottofondo di Oris che inneggiava alle palle di cioccolato, sua unica vera richiesta, mentre io e Pezzetta discutevamo sulla verità più profonda dell'albero di Natale: in sostanza, io volevo usare il vecchio albero in pura plastica, spelacchiato e stortigno, mentre Pezzetta voleva comprare un albero vero.
Alla fine ho ceduto, perché era l'unica maniera di impedire ad Oris di continuare a urlare: “Palledicioccolatopalledicioccolato”, saltellando per casa come in overdose da zuccheri.
Quando Pezzetta e l'albero hanno citofonato, sono andata ad aspettarli davanti all'ascensore, pensando a quelle scene da film americano con abeti giganti trascinati per metri che sembrano chilometri. Solo che la luce dell'ascensore non si accendeva e sentivo i passi di Pezzetta per le scale.
O l'albero sta salendo da solo, oppure è talmente piccolo che non ha dovuto nemmeno prendere l'ascensore”.
Palle di cioccolato”, mi ha risposto Oris contrariata.

Era chiuso in una rete arancione, era pungente e profumava di bosco.
Sono Æbete, il vostro albero di Natæle”, ha detto.
Mi ha guardato, io l'ho guardato, poi ho guardato Pezzetta e ho spinto Oris affianco al sempreverde.
E' più basso di Oris, che è la misura universale della bassitudine. Praticamente, potevamo addobbare una bottiglia di Estathé...”.
Æbete è parso offeso, tutto aggrovigliato su se stesso, anche perché, in realtà, era alto come ben tre bottiglie di Estathè messa una sull'altra.

Sono un ænimo sensibile, io. Se non mi volete, mi faccio da pærte”
Abete, scusa, ma mi sa che ti sei già fatto da parte”
Si dice Æbete, è questa la pronuncia giusta.”
Beh, èbete, pendi da un parte. Ti hanno invasato male.”
Potrei denunciarti per maltrattæmenti.”

Mentre disquisivo con Abethé, Oris ha cominciato ad addobbarlo, ha preparato una cioccolata calda che nemmeno nella pubblicità Ciobar (suppongo fosse un tentativo di fare da sola le palle di cioccolato che non le abbiamo comprato) e devo dire che aprendo le braccia, il vegetale ha acquisito fascino.
Niente puntæle, græzie. Equivarrebbe a tagliarmi la testa
Palle di cioccolæto”, ha chiuso Oris prima di far partire l'illuminazione.

Chiaramente, Æbete è già diventato uno di famiglia, ci ha riunito intorno a lui per parlare male degli alberi di natale troppo magri, di quelli tossicodipendenti, dell'associazione solidale con gli alberi costretti alla coabitazione con i felini e del gruppo di supporto per la depressione post feste. Poi, ci ha anche cantato le canzoncine migliori, con quella sua pronuncia un po' læppone, trasportando Oris in un coro da vecchia frequentatrice di karaoke, quando ha attaccato con “La prima cosa bella”.
Questa non è una canzone di Natale”, li ha interrotti Pezzetta con il suo peso specifico musicale elevatissimo.
San Nicola di Bari ha dato origine al mito di Santa Claus”, ho detto io con sapienza, smuovendo l'Estathè in un bicchiere da whisky.
San Nicola di Bæri”, ha ripetuto Æbete, mostrandoci una chiara pronuncia pugliese più che lappone.

Stiamo costruendo un cubo con i vuoti di Estathè per mettere i tacchi ad Æbete, in modo che sia alto almeno quanto Oris e il pensiero che finite le feste ci dovremo dividere inizia già a distruggerci.
Credo che lo faremo rimanere in casa per sempre.
Potrebbe essere la prima cosa veramente bella che facciamo nella casa nuova, oltre a raccogliere i punti dei Regalissimi Ferrero che giustificano il mio abuso teinico con l'obiettivo di un tostafette che disegna delle N di Nutella sul pane.
Enne di cioccolato”, ha detto Oris.
Enne di Nicola di Bari”, ha detto Pezzetta
Enne di Natæle”, ha detto Æbete.

Enne di Estathè, ve lo dico io.

mercoledì 21 novembre 2012

E-sigaretthè

Se avessi potuto scegliere, io avrei voluto una voce fuoricampo
Ehi tu, Dio!”, gli avrei detto “Non darmi tutte queste tette, dammi una voce fuoricampo”

Nel proprio immaginario privato, ognuno di noi sogna l'esistenza di cose non terrene: calorose grucce che stirano i vestiti, camere e mobili autopulenti, polli ruspanti che entrano nel forno di propria iniziativa, uomini eterosessuali che riconoscono che ti sei tagliata i capelli, parole che vengono fuori al momento opportuno e che riescono a cogliere le intricate sfumature dei nostri sentimenti.
Nel proprio immaginario privato, ognuno di noi vorrebbe non essere costretto a pensare cinquanta o grigio quando sente la parola sfumature, eppure troppo spesso la realtà ha poco a che fare con la fantasia.
Quindi, bisogna stirare, pulire, mangiare gli animali contro la loro volontà, non rasarsi la testa quando si è alla ricerca di attenzioni e dire Forza Italia con cognizione di causa, visto che alcune parole vengono rapite e segregate dalle locuzioni cattive.

La parola sfumare, a me, è sempre piaciuta.
L'Estathé è tutto una sfumatura di giallo, per esempio.
E poi, nel mio immaginario, dire che volevo che Oris sfumasse equivaleva a dire che volevo che smettesse di fumare.
Sfuma, Oris!”, le ho sempre detto, facendo ambiguamente sibilare la s privativa.

Nell'immaginario privato di Oris, le cose migliori da fare erano quelle proibite...
Oris, non puoi fare la voce narrante di te stessa, non è questo il luogo.”
Non è questo il luogo, le dicevano sempre. Qui non puoi farlo, aggiungevano indomiti...
E' inutile che dici indomiti per convincermi a farti restare.”
La disdetta di avere una sorella che si chiama Iris non si ferma al fatto di sembrare un terribile duo comico degli anni sessanta; purtroppo, comporta lo svantaggio di essere dipinti come un personaggio assurdo che non sarebbe riuscito nemmeno a fare il comico negli anni sessanta...”
Sembra che stai dicendo che era facile far ridere negli anni sessanta.”
Vengo sempre fraintesa io, probabilmente perché su questo blog mi fai sembrare un'imbecille.”
Il blog è mio e faccio quello che voglio. E poi fammi almeno un esempio di bugia che ho detto su di te...”
...”
Ecco, appunto. Comportati bene e ricordati che qui non puoi fumare.”
Da un po' di tempo, Oris aveva smesso di fumare. Ma invece di fare come la sua sorella un po' cretina Iris le aveva consigliato -pensate che le diceva di sfumare, tsk-, lei aveva iniziato a svapare”

Svapare. Meraviglia delle meraviglie. Neologismo. Realtà. Che. Supera. La. Fantasia.
Si chiamano e-sigarette e sono sigarette elettroniche che permettono di inalare vapore di una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, aromi naturali e nicotina. Ma quest'ultima puoi anche diminuirla con l'andare avanti del tempo.
Ovviamente, non è stato il fatto che l'assenza di combustione le avrebbe evitato i rischi cancerogeni a convincere mia sorella a passare al lato vaporoso della forza, è stato il fatto che poteva avere una sigaretta rosa.
Trasformare un vizio in un accessorio, però, è stata solo la prima delle cose che hanno reso Oris una svapatrice felice. Subito dopo aver impugnato la sua sigaretta, sotto consiglio del suo immaginario, è andata a svapare nei luoghi in cui è proibito fumare perché Oris è una facinorosa, è come un chihuahua in tutù che ama abbiare agli alani.
La mia camera da letto è stato il suo primo obiettivo bellico, poi ha svapato nel suo ufficio, in metropolitana, nel salotto dei nostri genitori, in un locale pubblico, ad un concerto al chiuso e al ristorante. Le manca il cinema, solo perché sono riuscita a convincerla che lì anche il vapore potrebbe dar fastidio.
Sono sicura, però, che quando ci andrà senza di me, lo farà anche al cinema.
Insieme a Pezzetta, magari. Neo-svapatore di una Ego Phantom Bianca.
Sì, un modello della sigaretta elettronica si chiama Ego. Questo fenomeno svapatorio è il trionfo della linguistica, sarà per questo che lo adoro.

L'unico vero problema è che quando si riunisce il circolo di svapatori nella mia cucina (con l'aggiunta di UkuLele e Manganese arriviamo a quattro), la stanza inizia a sembrare una fumeria d'oppio e, anche se profuma di zucchero filato come una fiera di paese, io mi indispettisco perché mi sento esclusa.
Come al liceo, quando tutti fumavano ed io no.

Iris, ci andiamo a fumare una sigaretta insieme a ricreazione?”
Ehm, ehm, sì...”, rispondevo; ma poi mi portavo dietro la cannuccia del mio brick che non durava nemmeno un minuto se le davo fuoco.

Questo post, dunque, ha due intenti: il primo è di convincere tutti i fumatori a sfumare, iniziando a svapare, e il secondo è di fare un appello diretto ai produttori di Estathè.
Vi prego, fate una e-sigaretta con cinquanta sfumature di giallo nella quale sia possibile mettere Estathè. Dopo il brick, la bottiglia da un litro e mezzo, la bottiglietta piccola e il fastidioso bicchiere con gli stecchetti e la nutella che vendono negli autogrill (e che non è mai in frigo e quindi, diciamocelo, è il vostro peggior prodotto -io lo consumo solo nei casi di astinenza molto grave-), la Esta-sigaretta è il futuro.
Potrei finalmente entrare nel circolo degli svapatori.

Oris chiederebbe a sua sorella 'Iris, ci facciamo una svapata?'. Iris le risponderebbe di sì e, finalmente rilassata, la lascerebbe parlare nel suo blog in terza persona.
Sfuma, Oris. Adesso, sfuma.”

venerdì 9 novembre 2012

Sviolinathè

Se avessi potuto scegliere, io avrei voluto una voce fuoricampo
Ehi tu, Dio!”, gli avrei detto “Non darmi tutte queste tette, dammi una voce fuoricampo”


Essere sopravvissuta alle scuole dell'obbligo nonostante le premesse è il mio fiore all'occhiello: ho scalato il livellometro della socievolezza contro ogni aspettativa. Alle elementari avevo solo un'amica, al liceo quasi dieci. Poteva andarmi peggio e questa cosa me la sono ripetuta ossessivamente in ogni ambito della vita. E' una scusa tipica, è il confronto con il peggiore, è la giustificazione per tutte le mancanze.
Mamma, poteva andarti peggio, no? Potevo essere una tossica, vendere la collanina d'oro del battesimo per comprarmi un cd di Gigi D'Alessio, mangiare le caccole tirate fuori dal mio naso, essere piromane, aspirare a diventare un'assassina, avere fidanzati musicisti...”
Ecco, se fossimo in una pagina della Settimana Enigmistica, direi che, tra le precedenti affermazioni di difesa, ce n'è solo una che non ho mai potuto usare, in quanto fatto reale di pessima virtù. Indovinate quale.

Secondo me, tu sei il tipo che si mangia le caccole...”
Che cosa hai detto?”
Paganini non ripete”
Ecco, Niccolò: ci mancavi giusto tu”
Vuoi per caso darmi fuoco?”
No, non era nemmeno la piromania, il problema. Quello che ho fatto di terribile, nella vita, è stato innamorarmi di musicisti...”
Ti ricordo che stai dicendo queste cose in presenza di un violinista d'antan

Niccolò Paganini vive con me da una quindicina di giorni e, in questo momento, dopo la mia affermazione, mi sta minacciando con un taglientissimo archetto, ma non otterrà il mio silenzio. Non mi impedirà di dire ciò che penso: ovvero che il musicista è un esemplare particolare di uomo, una persona apparentemente normale che, però, può trasformare la nostra vita in un inferno. Quando ci costringe a raccontargli le cose a tempo con il metronomo, per esempio, così che lui possa ascoltarci in maniera costruttiva; oppure quando ci chiede “Secondo te di cosa parla Rimini di DeAndrè?” ed è il secondo appuntamento e abbiamo diciassette anni e ci sentiamo come all'interrogazione di italiano, sotto stress e alla ricerca della sufficienza.
Il musicista è una figura mitologica, confusa e mutante, che può anche essere una chiavica a suonare o un cesso a pedali, ma dobbiamo sapere che quando quell'esemplare di maschio di cui ci siamo innamorate salirà sul palco, orde di donne si allontaneranno dai loro semplici e banali compagni, che giocano al fantacalcio nel loro massimo picco di creatività, per andare a desiderare il nostro, come se fosse Lennon, Cobain o Mick Jagger. E' la sindrome della groupie, di cui purtroppo soffre la quasi totalità del genere femminile.
E' il motivo per cui siamo pronte ad imparare ad analizzare testi e melodia, manco fossimo delle critiche musicali; il motivo per cui abbiamo trasformato la bocciatura all'esame in un pezzo hip hop; il motivo per cui fingiamo di canticchiare un'aria della Traviata sotto la doccia quando lui ci urla dall'altra stanza “Che canti?” (e, invece, nella migliore delle ipotesi, ci stavamo dimenando con Single Ladies di Beyoncé).

Ai miei tempi, non funzionava così”
Paganini, non mi dire che non avevi groupies...”
Avevo un caratteraccio, una cattiva reputazione, girava voce che avessi fatto un patto con il diavolo...”
Se fossi nato nella seconda metà del novecento, saresti stato un sex symbol...”

Da quando è arrivato, Paganini non ha fatto altro che suonare e bere il mio estathè. Non ha fatto altro, giuro. Credo sia il contrappasso, la punizione, l'onta per aver avuto un paio di fidanzati musicisti: l'equivalente della cirrosi epatica per gli alcolisti o della broncopneumopatia per i tabagisti.
A noi ex fidanzate ci tocca ospitare Niccolò Paganini.
E' tutta colpa del vescovo di Nizza che non ha voluto che il suo corpo fosse seppellito in luogo sacro, a causa di quella storia sul diavolo e della sua condotta poco religiosa, se lo spirito di Paganini incombe su tutte noi.
Come antidoto, ad oggi, faccio compilare un'autocertificazione agli uomini prima di innamorarmi, nella quale giurano di non aver mai suonato nemmeno il triangolo.

Guarda che il triangolo è uno strumento sottovalutato”
Niccolò, non fare i capricci...”
Se non posso fare i Capricci, me ne vado, ma sappi che sentirai la mia mancanza. C'è gente che pagherebbe oro per ascoltarmi suonare tutto il giorno. Poteva andarti peggio, no?”

E' vero, sì. Una delle cose che Niccolò ha detto è profondamente vera, ma non dico quale. Lascio che siate voi ad indovinare.